Il gioco può diventare uno strumento efficace per raccontare il patrimonio culturale, la storia e la ricerca scientifica. Ma quali sono le sfide nel progettare un'esperienza ludica capace di divulgare senza rinunciare al coinvolgimento?
Interverrano Marcello Ventilati (Ex Machina), Antonio Russo (Centum Oculi), Sara Malavasi e Alice Zurzolo (UniBo), Sara Ricciardi (Istituto Nazionale di Astrofisica) e Federico Plazzi (UniBo).
Marcello Ventilati, game designer e operatore ludico, inizia il suo percorso nel collettivo di scrittura creativa XomegaP, che lo porterà a diventare uno degli autori della trilogia fantasy di Finisterra (2012) e del romanzo di fantascienza I ribelli di Nuova Europa (2017). Nel 2019 è stato docente di Scrittura Creativa presso il Comune di Casalgrande (RE). Ormai avvezzo a scrivere e ambientare storie, decide di unire passione per il gioco, world-building e storytelling al game-based learning design: membro del Game Science Research Center, frequenta l’Associazione Italiana di Public History e fonda insieme a Enrico Drusiani la Ex Machina Edizioni (https://www.instagram.com/exmachina_edizioni/).
Ex Machina punta all’utilizzo del gioco come strumento di divulgazione della storia, sia locale che nazionale, alternativo alla lezione frontale. Il progetto principale della linea è il Marginalia Battle System: un sistema di gioco strategico modulare, pensato per essere accessibile al grande pubblico e riprodurre le battaglie medievali che hanno plasmato la storia del nostro paese. Ogni modulo è sviluppato con la collaborazione di storici locali per restituire la giusta fedeltà al corso degli eventi.
L’immersività del gioco strategico, unita alla localizzazione su un territorio familiare ai giocatori, punta a stimolare la curiosità dei partecipanti su eventi che fanno parte della coscienza e conoscenza delle loro comunità locali.
Il primo modulo sviluppato - e di prossima uscita - è La Battaglia della Secchia, riproduzione dello scontro di Zappolino, reso famoso dal singolare trofeo che le ha dato il nome.
Antonio Russo è autore e fondatore di Centum Oculi, una realtà indipendente che esplora il gioco di ruolo come esperienza editoriale oltre i confini del manuale tradizionale.
Tra i suoi lavori più noti figurano i Poster Game, giochi progettati per essere pubblicati su supporti non convenzionali. Ha inoltre realizzato Il Libro dei Morti, gioco narrativo cooperativo che porta al tavolo da gioco gli antichi rituali, le formule magiche e la psicostasia della tradizione egizia; Agalmata, gioco OSR di ambientazione ellenica; e Dreaming Kadath, viaggio onirico ispirato all’opera di Lovecraft.
Attraverso questi progetti, Antonio e Centum oculi sono alla ricerca di nuovi modi per far vivere la storia e la letteratura al tavolo da gioco scardinando i binari delle convenzioni ludiche.
Dal papiro al tavolo: Il Libro dei Morti come esperienza ludica
L’intervento analizza come la storia antica possa essere rielaborata in forma ludica senza ridursi a mera ambientazione. Verrà illustrato il processo di trasposizione dal Libro dei Morti al tavolo da gioco: le formule funerarie diventano azioni meccaniche e narrative, il viaggio nel Duat si articola in una sequenza strutturata di fasi, mentre la pesatura del cuore assume la funzione di giudizio finale sulle scelte del personaggio.
Da questa esperienza emerge una riflessione sul potenziale del gioco come dispositivo capace di trasformare lo studio del passato in un’esperienza vissuta, accessibile e significativa.
Nicla Branchesi si è laureata in triennale in Scienze Archeologiche presso l’Università La Sapienza di Roma, ed in magistrale in Archeologia e Culture del Mondo Antico presso l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, entrambe con una tesi sulla società delle Terramare. Oggi è specializzanda in Archeologia e Culture del Mondo Antico presso l’Università di Bologna. Dal 2020 ha partecipato ai diversi progetti che riguardano l’età del Bronzo in Italia coordinati dalla cattedra di Preistoria e Protostoria di Bologna. Ha preso parte al progetto ONFOODS in Prehistory come assegnista di ricerca e di cui continua a gestire la comunicazione. Dal 2020 è collaboratrice del Parco Archeologico della Terramara di Montale, dove effettua visite guidate.
Sara Malavasi si è laureata in triennale in Storia ed in magistrale in Archeologia e Culture del Mondo Antico presso l’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna, esponendo lo studio archeobotanico applicato al villaggio dell'età del Bronzo di Solarolo, Via Ordiere (RA). Ha successivamente conseguito la specializzazione in Beni Archeologici presso la stessa università, con una tesi dedicata allo studio dei materiali provenienti dal sito dell'età del Bronzo di Casa Poggi presso Granarolo dell'Emilia (BO). Dal 2025 è borsista di ricerca per il progetto Bio.Arch.- Biodiversità e Archeologia. Ha collaborato attivamente al progetto Onfoods in Prehistory, diretto dal Professor Cattani.
Alice Zurzolo si è laureata in triennale in Storia ed in magistrale in Archeologia e culture del mondo antico presso l’Alma Mater Studiorum- Università di Bologna. Ha successivamente conseguito la specializzazione in Beni Archeologici presso la stessa, con una tesi dedicata all’analisi cronologica di una capanna del villaggio di Mursia a Pantelleria (TP), mediante datazioni al radiocarbonio. Ciò è stato possibile grazie ai due anni di assegno di ricerca presso il BRAVHO lab, diretto dalla Professoressa Sahra Talamo. Nel corso del tempo si è interessata allo studio dei materiali ceramici dell’età del Bronzo e agli aspetti di comunicazione e divulgazione della ricerca scientifica. Si è formata presso il Museo della Preistoria “Luigi Donini” di San Lazzaro di Savena (BO), dove ora è operatrice museale, e presso il Parco archeologico e museo all’aperto della Terramara di Montale (MO), con cui tutt’ora collabora. È stata borsista di ricerca per il progetto Onfoods in prehistory, diretto dal Professor Cattani, con cui collabora sin dai primi anni universitari.
Sara Ricciardi è Senior presso Istituto Nazionale di Astrofisica - Osservatorio di Astrofisica e Scienza dello Spazio. Si è occupata per più di 10 anni di cosmologia sperimentale nel campo dell'analisi dati di esperimenti per misurare la radiazione cosmica di fondo nelle microonde. Dal 2012 si occupa di didattica della Fisica per una piena cittadinanza scientifica prediligendo approcci costruzionisti. Si occupa di Game based Learning con progettazione di materiali ed interventi per le scuole e il general public. E' vicedirettrice del centro Inter-Universitario Game Science Research Center ospitato dalla Scuola IMT Alti Studi Lucca. E' professoressa. contratto presso l'Università di Bologna Dipartimento di Scienze Dell'Educazione "Giovanni Maria Bertin"
Gioco, scienza e apprendimento: fondamenti teorici, dilemmi progettuali e prospettive etiche per la didattica ludica
Il contributo esplora il potenziale del gioco da tavolo come strumento per la didattica delle scienze, muovendo da una riflessione teorica sui fondamenti del Game Based Learning e della Didattica Ludica per arrivare a interrogativi aperti sulla progettazione e validazione di giochi educativi nel contesto scolastico e della ricerca. A partire dalle definizioni canoniche di gioco si argomenta come il gioco strutturato, e in particolare il gioco da tavolo, possa veicolare competenze cognitive, relazionali ed etiche. Il contributo affronta poi tre nodi critici: il primo riguarda l'idea di scienza che ogni gioco mette in scena, inevitabilmente situata e portatrice di scelte epistemiche; il secondo riguarda la tensione tra giocabilità e accuratezza dei contenuti; il terzo riguarda la coerenza tra motivazione intrinseca, condizione ideale del gioco, e il contesto vincolato della scuola. Si propone infine attraverso il case study di PIXEL che il gioco possa rendere esperibili, in modo non semplificante, le dimensioni cognitive-epistemiche e sociali-istituzionali della pratica scientifica, in linea con i framework contemporanei sulla Nature of Science.
Federico Plazzi è Professore Associato di Zoologia presso il Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dal 2025. In precedenza è stato Professore a contratto di Biologia Generale, Statistica Applicata e Zoologia Evoluzionistica presso l’Università di Bologna dal 2015. Pur lavorando soprattutto con i molluschi bivalvi, si è occupato e si occupa tuttora anche di altri gruppi, come gli esapodi e i pesci ossei. I suoi interessi scientifici riguardano l’impatto dei piccoli RNA non codificanti sui genomi eucarioti e sulle interazioni nucleo-mitocondrio, così come la filogenesi, la filogenomica e la mitogenomica. A questo proposito, lavora anche allo sviluppo di metodi e strumenti statistici e computazionali. Si interessa, inoltre, di didattica della biologia e in particolare della teoria dell’evoluzione.
Nell’ambito della didattica della biologia e della divulgazione, l’attenzione principale è centrata sull’uso del gioco e in particolare del gioco da tavolo come strumento di insegnamento/apprendimento e di trasmissione dei contenuti disciplinari. Con la collaborazione di diversi studenti e colleghi, ha al suo attivo la creazione di diversi giochi incentrati sull’evoluzione darwiniana e su altri temi di natura biologica.
Giocare all'evoluzione senza farsi giocare
Il gioco da tavolo ha una potenzialità divulgativa enorme proprio in termini di contenuti, per quanto complessi e articolati, grazie alle sue caratteristiche innate, come un elevato tasso di coinvolgimento e la disponibilità di oggetti e azioni concrete da svolgere. D'altro canto, è necessario vagliare con cura meccaniche e regolamenti: le imprecisioni, spesso sottili, si annidano dietro ogni token...
Mattia Bosi
Mattia Bosi è dottorando presso l'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia. Il suo intervento si inserisce nel dialogo tra ricerca accademica e cultura ludica, con particolare attenzione alle potenzialità del gioco come strumento di divulgazione e comunicazione della conoscenza. Attraverso il confronto con autori e professionisti del settore, porterà il punto di vista del mondo universitario sul rapporto tra progettazione ludica, apprendimento e trasmissione dei saperi.